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#AFXI: GIORNO PRIMO_IN CAMMINO

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É tempo di piogge. È Estate, eppure il cielo sopra di noi è in costante mobilitazione. Qui nel campo qualcosa si evolve. Già anni addietro questa terra fremeva così, partorendo inaspettati skyline sorretti da radici, rizomi che mettevano in rete persone, idee, volontà.

Tantissimi rigagnoli, piccoli rii e cascatelle da ogni dove procedono spediti per confluire qui sottoterra, scavando in profondità. Ho il sentore che giungano anche da molto lontano, partiti da tutti i punti cardinali. Ognuno col suo riconoscibile flusso, col proprio instancabile ritmo raggiunge me che porgo l’orecchio, e corteggia ognuno una diversa parte di me stessa. Il paesaggio circostante si rarefà nell’umidità, mentre i fiumi melodici ribollono e si impennano fino a farsi marea, fondendo ogni legame con la terraferma. Ecco che l’Antifestival ha inizio.

La musica plasma con vigore la terra e rime di fuoco la mettono in moto. Questa va avanti nomade e si scaglia a provocare ogni pensiero quadrato, distrugge ogni castello e sommerge ogni sguardo altezzoso. Il vento alza la propria voce e ti afferra una gioia incontenibile! E sono proprio io a provarla e non vorrò mai più accontentarmi di una gioia che sia inferiore a questa!

Persa in questa nuova, potente sensazione, salto il fiume che ribolle per salpare con l’Antifestival. Mani in tasca, sguardo spensierato, fischietto per far gonfiare le vele. Prendiamo il largo.

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