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#AFXI: GIORNO SECONDO_CONTAMINAZIONI

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Insieme a me, tanti e tante hanno deciso di prendere il largo con l’Antifestival. C’è chi, come me, è saltato all’ultimo, intimorito da questa nuova porta che si apriva. Chi qui ci è vissuto ed ha pazientemente lavorato affinchè tutto si schiudesse, o chi, un passo avanti, possiede un fiuto eccezionale per i contesti grondanti di ispirazione.

Rimaniamo sbalorditi dalla palpitante fertilità di questo posto. Forse è stato necessario uno sguardo totalmente altro: alieno, per incitare questa terra. Concimarla e convincerla a tirar fuori tutto quello che aveva da dire. Grazie a questo “sottile strato di Antifestival” un territorio riarso ha sprigionato le sue fantasie. Palchi, scene, rime, armonie, murales, fotografie, sono emersi per dare corpo ad ogni desiderio espressivo.

 Anche i profumi, gli odori non sono più riconoscibili come quelli di un tempo. Il campo è saturo di nuovi aromi, nuovi spunti sui quali ragionare. E, all’ eco delle fragranze antiche di casa, si fanno avanti odori esotici che aprono a scenari ignoti e attraenti.

Qui tutti, chi sopra un palco, chi davanti a mille birre, hanno qualcosa di prezioso da dire, felici di poterlo esprimere in assoluta libertà e condivisione. Senza etichette, la scena musicale si trasforma, e lo fa precisamente tradendo stili, contaminandosi di nuovi accenti e trovando altri pensieri da animare. Chi ascolta risponde alle provocazioni musicali, ne ruba i contenuti e li porta più a fondo. Io partecipo a quest’aria elettrica provando a ballare tutte le danze del mondo.

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