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#AFXI: GIORNO TERZO_IMMERSIONE

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Suoni metallici invadono l’ambiente. Siamo approdati nella terra ignota delle sperimentazioni. Varcato ormai ogni confine, i contorni terracquei sfumano, mentre ci portiamo al centro di questo viaggio. Alle spalle ogni definizione e certezza.

Musica, terra e persone si fondono per elaborare nuovi linguaggi, portando la scena musicale al passo effettivo del nostro tempo. Ognuno ha trasfigurato man mano il proprio sé per poter accedere a questa dimensione aumentata. Chi anfibio chi cyborg, siamo tutti intenti a produrre inedite immagini sonore.

Dapprima il beat scivola freddo ed estraneo. Poi però ti afferra il cervello ed i nervi, e ti scopri ad elaborare la tua più profonda poetica. Veniamo così alla scoperta di paesaggi imprevisti, di poesie incisive, di intimità che vengono finalmente alla luce: liberati da quell’angusta forma umana, proprio per poter esprimere un’umanità più profonda. È qui che ogni segmento del corpo afferma il proprio desiderio. Finalmente ogni parte si muove come e dove vuole, avvicinandosi e mischiandosi con le altre. Ogni poro diviene un tunnel erotico.

Il paesaggio onirico e pulsante spinge in acque mai solcate l’Antifestival. Ma non è una deriva, attenzione. È semplicemente l’immersione al centro della propria realtà.

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